Vacanze. Che bello essere in vacanza!

In questo periodo le giornate scorrono più lentamente e abbiamo la possibilità di gustarci l’ambiente intorno, la natura, le persone che amiamo. Oggi siamo in Val Carlina e abbiamo deciso di fare una passeggiata alle cascate del Dardagna. Questa è una passeggiata che ho già fatto tante volte, le prime volte da fidanzata poi da sposata ed anche con i bimbi piccoli. Per questo ho pensato di condividerla con chi magari non la conoscesse.
La peculiarità di questo sentiero è di essere sempre bella fresca infatti si sviluppa interamente nel sottobosco; questo permette alle persone di potersi muovere in un ambiente tranquillo, silenzioso e dedicare tempo al dialogo e alle chiacchiere in famiglia di cui c’è tanto bisogno.

Questa escursione si adatta a tutte le esigenze e a tutte le età. Infatti per raggiungere le prime cascate si percorre un sentiero breve e con scarso dislivello su sentiero largo e comodo per chi invece lo desidera è possibile proseguire risalendo il fino alle cascate alte lungo un sentiero più ripido, ma comunque sicuro e attrezzato al termine del quale si potrà decidere se girare a sinistra e raggiungere il lago del Cavone oppure proseguire sulla destra e raggiungere la zona delle Polle e la mirtillaia che conduce al lago Scaffaiolo in quota 1800 circa.
Questa passeggiata si trova nel territorio del comune di Lizzano in Belvedere, in provincia di Bologna al’interno di una vasta zona appenninica facente parte del Parco Regionale del Corno alle Scale. Per raggiungere l’inizio della passeggiata è necessario muoversi in macchina fino alla località di Madonna dell’Acero, che si trova a pochi chilometri dal capoluogo Lizzano in Belvedere.
Per raggiungere Madonna dell’Acero è necessario oltrepassare il paesino di Vidiciatico in direzione degli impianti di risalita lungo la provinciale SP71/1 (molto bella e panoramica alle pendici del monte Corno alle Scale) per circa circa 10 km.
In località Madonna dell’Acero la strada si biforca e sulla destra è possibile accedere al borgo. Per iniziare questa passeggiata l’ideale è lasciare la macchina nel parcheggio di fronte al santuario della Madonna dell’Acero.

Il Santuario è una solida e imponente struttura che pare un insieme di case poste una accanto all’altra ricoperte lastre di pietre. La chiesa fu costruita per proteggere l’albero di acero sotto al quale, due bambini pastorelli, di cui uno sordomuto dalla nascita, si rifugiarono durante una bufera di neve. Qui la Madonna apparve loro, ridonando l’udito e la parola al bambino sordomuto. Ancora oggi il 5 agosto molti pellegrini partecipano alla festa della Madonna in memoria dell’evento. L’imbocco del sentiero si trova proprio tra il parcheggio è il parco nella chiesa dal quale si può ammirare un secolare acero, gemello di quello dell’apparizione, che fu inglobato nella struttura.

Qui imbocchiamo il sentiero CAI 331 che come già dicevo si sviluppa tutto sotto il bosco ed è quindi ideale anche nelle giornate più calde per stare al fresco e nelle ore centrali se magari si inizia la passeggiata tardi. La prima parte del sentiero si sviluppa in un percorso molto ampio perché è una strada forestale ricoperta di foglie che donano una sensazione davvero piacevole e molto gradevole al nostro passaggio sembra proprio di camminare su un letto morbido dono di madre natura.

Ad un certo punto si lascia la strada forestale per scendere lungo un sentiero più stretto che ci porta verso il fiume fino a raggiungere le cascate basse. Lungo questo percorso il nostro camminare sarà accompagnato dal dolce rumore dello scorrere del fiume (un po’ come quello che cerco io su YouTube per rilassarmi quando sono in città), delle foglie secche sotto i nostri piedi e il vento leggero che scivola tra gli alberi. Ad un certo punto arriverà al nostro orecchio un nuovo rumore quello della cascata; rumore di acqua potente e fragorosa che si getta compiendo uno spettacolare salto dalle rocce per ben 15 metri.

Ammirare l’impeto e la destrezza dell’acqua che percorre queste montagne e si fa strada nella roccia mi fa sempre pensare a che forza possa avere la natura. Finita questa breve discesa siamo arrivati il rumore della cascata ora riempire la conca che accoglie l’acqua che scende dal torrente. Le cascate basse sono piuttosto ampie e ci si può agevolmente avvicinare all’acqua per mettere i piedi a bagno per giocare coi sassi o semplicemente per ammirare lo scorrere dell’acqua. Da qui noi abbiamo preso il sentiero che sale verso le cascate più alte, ma volendo ci si potrebbe fermare per un pic-nic per poi rientrare al borgo.

Come dicevo noi invece abbiamo seguito il sentiero in salita che ci porta alla scoperta delle cascate alte. Questo sentiero seppur ripido è comunque dotato in più punti di staccionate di protezione e numerosi gradini, permette di salire a lato delle cascate seguendone l’intero sviluppo. Qui il torrente Dardagna in poco spazio supera un dislivello di oltre 250 metri compiendo ben 7 spettacolari salti che grazie a questo sentiero possiamo ammirare fino ad arrivare al primo, che è anche il più alto: ben 30 metri di caduta!!!

Raggiunta la sommità delle cascate sulla sinistra si immette il sentiero 331C, derivazione che conduce nuovamente a Madonna dell’Acero per la strada forestale, utile per chi al rientro deciderà di non seguire la strada asfaltata ma di camminare tra abeti bianchi e faggi.
Poco dopo troviamo un bivio: andando a sinistra si va verso il lago del Cavone (337), mentre a destra si sale in direzione del lago Scaffaiolo (333), in quota.

Noi abbiamo svoltato a sinistra in direzione del Cavone. Da qui si prosegue un percorso tranquillo e silenzioso nel bosco fino al laghetto.
Il laghetto del Cavone è un bacino artificiale piccolo ma molto grazioso, attrezzato per grigliate e pic-nic e con la vicinanza di un rifugio molto rustico ma funzionale per una pausa caffè. Il luogo è perfetto per fermarsi per pranzo e da qui partono molti sentieri CAI e volendo anche la seggiovia che porta alla croce del Corno alle Scale aperta sia d’estate che d’inverno.
Il laghetto del Cavone è una zona di tutela degli anfibi autoctoni d’estate è possibile trovare una grandissima quantità di girini. i nostri bambini sono rimasti affascinati dai girini e per un’ora abbondante hanno giocato lungo la riva del Lago osservando i girini e nelle loro diverse fasi di crescita. Nel lago infatti sono presenti sia girini ancora non formati alcuni già con le zampine altri ranocchiette.

Dopo il difficile distacco dai nuovi amici trovati abbiamo ripreso la via del ritorno.
Per il rientro abbiamo scelto di percorrere la strada provinciale, che è più pratica per tornare alla macchina. Se percorsa nel tardo pomeriggio sul lato sinistro le auto sono praticamente assenti. Infatti a quell’ora ormai la maggioranza delle automobili percorrere questa strada solo in discesa quindi non danno particolari fastidio.